I casi più clamorosi sono la “casalinga disperata” Eva Longoria, Angelina Jolie e il “pirata” Johnny Deep, ma anche Jessica Alba, Megan Fox e Britney Spears: l'allarme contro i tatuaggi dilaga tra i vip, che per rimuovere disegni e scritte incisi sulla pelle hanno fatto ricorso alla medicina estetica. L'obiettivo? Rimuovere i brutti ricordi e gli eventuali danni all'immagine legati ad, esempio, a ex compagni e compagne.

Altri due esempi famosi, Melanie B, l’ex Spice Girl, che si era fatta tatuare il nome di Eddie Murphy, il padre di sua figlia, sull’anca, rimosso dopo la rottura fra i due e Charlie Sheen, che dopo il divorzio si è fatto cancellare dal polso il tatuaggio con il nome della ex moglie. "I vip ricorrono sempre più alla medicina estetica per rimuovere i tatuaggi, e il fenomeno sta prendendo piede anche in Italia - spiega Alberto Massirone, del Collegio delle Società Scientifiche Italiane di Medicina Estetica -. Oggi poi le tecniche sono molto migliorate, non sono dolorose e il risultato finale è decisamente migliore rispetto al passato".

 

I colori da togliere non sono tutti uguali - Più il tatuaggio è profondo e recente, spiega l'esperto, più è difficile da togliere: "I tatuatori più esperti mandano il pigmento molto più in profondità rispetto ai meno esperti, che restano più in superficie. Molto dipende anche dal colore del pigmento utilizzato: giallo e verde sono molto più difficili da togliere rispetto a nero blu rosso e marrone, abbastanza facili da rimuovere; il bianco è praticamente impossibile da cancellare". Per ottenere buoni risultati senza arrecare troppo fastidio, "il consiglio è di prolungare il trattamento con il laser non oltre i 10-20 minuti per trattamento. In genere, per cancellare definitivamente un tatuaggio, si effettuano tra le 5 e le 8 sedute (dipende dal colore del pigmento), distanziate almeno 1 mese circa una dall’altra".

 Il laser che cancella - Per la rimozione si usa un laser molto potente, nell’ordine dei Megawatt, la cui potenza viene molto attenuata dalla brevità di uscita del raggio laser, che evita quindi la bruciatura. I pigmenti sottocutanei del tatuaggio reagiscono come dei popcorn: si gonfiano fino ad esplodere, mantenendo quasi del tutto sana la pelle intorno al tatuaggio. Il periodo ideale per poterli togliere va da ottobre ad aprile: "Negli altri mesi, specie quelli estivi, si può anche togliere un tatuaggio, ma bisogna tenere assolutamente coperta la zona per evitare che i raggi solari provochino un danno alla porzione di pelle interessata dal trattamento laser, che ha bisogno di guarire".

 

Si cancella per il lavoro - "Uno studio USA condotto dalla Patient’s Guide – prosegue Massirone – mostra infatti che tra il 2011 e il 2012 il numero di trattamenti estetici per la rimozione dei tatuaggi tramite laser è aumentato del 32%, e che il 40% delle persone intervistate ha dichiarato di averlo fatto per 'motivi lavorativi', poiché il tatuaggio in posizioni evidenti era diventato un vero e proprio ostacolo alla ricerca di un nuovo impiego. In Italia la rimozione del tatuaggio è legata soprattutto a fattori della sfera affettiva e sentimentale. Ma non escludo che una parte sia anche volta ad avere più opportunità di trovare un nuovo impiego: sono infatti soprattutto gli uomini giovani che mi chiedono di togliere loro il tatuaggio, specie quelli di grandi dimensioni o particolarmente elaborati".

Fonte: http://salute24.ilsole24ore.com / 

 

A tal proposito l'Istituto Superiore di Sanità ha rilevato dati molto interessanti, svelando che il 17,2% dei tatuati italiani dichiara di voler rimuovere i suoi tattoo,mentre il 4,3 % lo ha già fatto.

Dall'indagine condotta su un campione di quasi 8.000 individui in territorio italiano a partire dai 12 anni di età, emerge quasi un fenomeno sociale, una nuova controtendenza, quella di cancellare i tatuaggi, che, partita dagli Stati Uniti, ora spopola anche in Europa.

Puó capitare, infatti, di pentirsi di aver fatto un determinato tatuaggio, magari perché in passato é stato realizzato in maniera rudimentale (con ago e china ad esempio, forse per risparmiare dei soldi), o perché si é cambiato idea sul soggetto scelto.

Quest'ultimo é un caso frequente: esistono molte persone che quando erano adolescenti si sono fatte tatuare un certo disegno perché in quel momento seguivano una moda, ma succede poi che con il passare degli anni non si riconoscono piú in quel tatuaggio e lo vogliono eliminare.

Non sono solo le persone comuni a voler rimuovere tatuaggi, ma anche personaggi dello spettacolo sia americani come Angelina JolieParis Hilton e lo stesso Johnny Depp che si era scritto addosso "Winona forever" (peccato che poi la storia é finita) piuttosto che italiani come Costantino VitaglianoFabrizio Corona o Elenoire Casalegno che si é fatta togliere dalle dita le iniziali di Omar Pedrini dopo esser tornata single.

Intanto, secondo l'Istituto Superiore di Sanità aumenta il numero dei "baby tatuati" che ormai sono il 7,7% di quelli fra i 12 e i 17 anni.

Un altro dato da sottolineare, poi, é il fatto che il 22% di coloro che si sono tatuati in un centro non ha firmato un consenso informato. Secondo la legge italiana, ognitatuatore è tenuto a far compilare ad ogni cliente prima di effettuare il tatuaggio tale consenso in cui il cliente dichiara di essere stato informato sui rischi legati all'esecuzione (trasmissione di AIDS o epatite B e C) e sulle precauzioni da tenere dopo l'effettuazione del tatuaggio. Nel caso dei minorenni, il consenso dovrà essere sottoscritto da un genitore o dal tutore che autorizza il tatuaggio.

È importante non solo firmarlo, ma anche che ci sia una reale informazione per agire con consapevolezza, dato che una buona parte delle persone tatuate è rappresentato da minori che potrebbero farlo solo con il consenso dei genitori.

Infine, va ricordato che il tatuaggio non é qualcosa semplice da rimuovere: per cancellarli ci vuole un medico esperto che utilizzi un trattamento laser (ad oggi il metodo piú efficace).

 

Fonte:  guidaestetica.it

Secondo lo studio di Quanta System Observatory, i 10 tatuaggi di cui maggiormente le persone si pentono, sopratutto poco prima della fatidica prova costume o semplicemente dell'estate sono:

 

1. Le iniziali degli ex o i loro nomi impressi sulla propria pelle (61%) - Una prova d'amore che si è trasformata in tragedia!


2. I tattoo disegnati male o concepiti scorrettamente dal tatuatore, come quelli poco definiti, scoloriti, o che non rispettano più le aspettative del cliente (45%) - Spesso e volentieri ci si affida a maghi del marketing piuttosto che del tatuaggio


3. I tatuaggi fatti con amici o parenti, che ora non si frequentano più (41%) - Quando un segno indelebile ti ricorda qualcosa che vorresti cancellare


4. Quelli disegnati in stile tribale (33%) - Le mode cambiano, i tatuaggi restano


5. Quelli di grandi dimensioni che risultano troppo evidenti (31%) - OPS, ci hai preso troppo la mano?


6. I tattoo troppo colorati o con linee troppo marcate (28%) - E' questione di gusti


7. Gli stemmi o i campioni della propria squadra del cuore (25%) - Fedelissimi!


8. I tatuaggi ritenuti imbarazzanti, aventi scritte goliardiche o forme equivoche (22%) - Quando pensavi di aver avuto un'idea geniale...e invece


9. Quelli che sono caratterizzati da elementi che riportano a ideologie politiche o religiose (17%) - Difficile passare inosservati o non richiamare certe domande


10. Quelli in cinese o giapponese di cui non si conosce il significato (15%). - Fare sempre una contro prova e pure una contro contro prova!

 

Fonte: TG24

 

Nel nostro Paese, negli ultimi anni i tatuaggi vanno alla grande! A tal punto che il numero dei professionisti della “body art”è triplicato, ma nonostante il tatuaggio sia così amato, recenti sondaggi rivelano come molte persone rimpiangano la decisione di avere un disegno permanente sulla pelle. Permanenza che dopo un lasso di tempo può non rispecchiare più lo stile di vita, i sentimenti e le opinioni e desiderino così poterlo rimuovere.

Fino a pochi anni fa, togliere un tatuaggio era molto difficile; procedure erano invasive come la salabrasione, i peeling profondi o si utilizzava la dermoabrasione. Operazioni che comportavano molto disagio e offrivano risultati estetici scarsi, con cicatrici quasi sempre permanenti, molto più sgradevoli del tatuaggio in sé.

Oggi i laser medicali di terza generazione sono in grado di eliminare in modo selettivo i pigmenti inseriti nella pelle, senza arrecare alcun danno ai tessuti circostanti e senza provocare alcun dolore.

 

RewindTattoo per la rimozione dei tatuaggi si utilizza il laser Q-switched, che emette raggi con varie lunghezze d'onda (a seconda del colore e della profondità del pigmento bersaglio), rilasciati sotto forma di impulsi di elevatissima potenza ma brevissima durata.

Come funziona?
 

Durante la seduta, sotto l'azione del raggio laser, il pigmento presente nello strato basale del derma si frammenta in particelle microscopiche, che vengono gradualmente rimosse ed eliminate dal metabolismo. Pigmenti di colore diverso vengono bersagliati con lunghezze d'onda diverse. Si potrà ottenere in poche sedute il risultato desiderato, che può portare alla cancellazione completa del tatuaggio o ad un sua modifica/aggiustamento di solamente una parte.

La quantità di inchiostro utilizzato per il tatuaggio e la profondità a cui è stato iniettato influiscono insieme alla sede anatomica in cui si trova, la sua estensione ed età giocano un ruolo altrettanto importante. La sicurezza e l'elevata efficacia dei Laser Q-switched garantiscono risultati ottimi, senza cicatrici, macchie o depigmentazione, con un ciclo che può includere, indicativamente, da 3 a 5 sedute, a distanza di un mese l'una dall'altra.

Durata e costi del trattamento
 

La durata di ogni trattamento va da 20 a 40 minuti circa con l'anestesia topica. La pratica perciò è totalmente indolore. Subito dopo il trattamento devono essere applicati impacchi di ghiaccio, proseguendo per alcuni giorni con creme lenitive e idratanti, su prescrizione del medico, evitando di esporre la cute trattata a luce solare e fonti di calore.

Il costo di ogni seduta dipende dall'estensione del tatuaggio, a partire da 35 euro.

Preparazione alla cover up: durata 30 minuti, da preventivo 35€ - 450€

Rimozione tatuaggio: durata 30 minuti, da preventivo 35€ - 450€

Restauro tatuaggio: da preventivo 35€ - 250€

 

Fonte: Giudaestetica.it

 

La versione di Billie. «L’ho fatto io con ago e inchiostro!» esclama Billie, boccoli d’oro e ombretto pesante «era una vita che desideravo un tatuaggio: ne ero ossessionata, ma allo stesso tempo non volevo che fosse in una parte visibile del corpo, anche per evitare che i miei genitori potessero vederlo. Alla fine ho optato per una ciliegina: il simbolo di un desiderio che ne crea altri…E l’ho fatto sulla caviglia. Il soggetto è bello, mi piace, ma il risultato sarebbe stato decisamente migliore se fatto da chi sa tatuare quei soggetti old-school».

La versione di Hannah. «Avevo 18 anni quando mi sono fatta tatuare la seconda delle scritte che ho: ho scelto l’avambraccio ed è una frase di Lady Macbeth “Ci sono pugnali nei sorrisi degli uomini”. Mi ero innamorata del Macbeth a scuola. Ma proprio: innamorata follemente. Questo tatuaggio significava anche la fine dei miei studi, e con essi di una parte della mia vita. Però con gli anni, piano piano, ho pensato di coprirlo» nel mentre Hannah ha sommato parecchi altri tatuaggi, matriosche, lune, mandala «il mio tatuatore di fiducia mi ha consigliato un cover up ma ci ho pensato a lungo e, anche se non è tra i miei tatuaggi preferiti, rimane uno dei più significativi. Guardarlo mi ricorda quanto sono cresciuta da quando ho scelto quel tatuaggio a ora». 

La versione di Nubya. «I miei genitori hanno scelto di darmi un nome egiziano: all’inizio mi sembrava normale chiamarmi così poi, crescendo, mi sono lasciata affascinare sempre di più dal mondo egizio, dalle antiche scritture geroglifiche tanto da decidere di scrivere il mio nome completo, con appositi geroglifici, lungo la spina dorsale: Nubya Nyasia Emmelda Garcia. E per sceglierlo ci ho messo quasi 6 mesi. Dopo anni posso dire che lo amo ancora, che mi rappresenta e ne sono sicura: non troverò mai qualcuno nel mondo con lo stesso tatuaggio». 

La versione di Natalia. «Desideravo tatuarmi un uccellino da quando ero 18enne, mi sembrava il simbolo più potente e romantico di libertà, di rottura delle catene con la famiglia e tutte quelle ribellioni adolescenziali. L’ho fatto sulla caviglia, piccolo, senza colori, in uno studio becero in Argentina, forse ero anche un filo ubriaca e la cosa che non mi rende affatto orgogliosa. Quando lo vide la mia compagna di ostello mi chiese “ehi perché hai un gambero tatuato sulla caviglia?" Oggi, dopo 10 anni quel tatuaggio ha perso di significato».

 

Fonte: Marieclaire.it